L'Organo Italiano: il grande sfigato

La mia parentesi lavorativa nel settore degli organi a canne è definitivamente conclusa
E' risaputo che il settore si trova in una crisi profonda e quasi irreversibile
Oramai nelle chiese si ascoltano chitarre e tamburelli, nei migliore dei casi una tastiera giapponese perchè l'organo a canne è privo di manutenzione e praticamente insuonabile
E' notizia di questi giorni l'adozione di un organo elettronico americano (!) Allen a San Pietro in Vaticano
Se la chiesa più importante del mondo fa a meno dell'organo a canne vuol dire proprio che sta miseramente finendo una meravigliosa storia durata 6 secoli
I preti "antimusicali" non aspettavano altro che una notizia del genere: la consacrazione dell'elettrofono per non avere più la seccatura di un organo "vero" da mantenere

Mi rimane una grande passione che coltivo fin dai primi anni 70 quando da ragazzino strimpellavo nelle chiese della mia città
Per un certo periodo della mia vita sono riuscito a farla diventare anche il mio lavoro, sono stati degli anni molto coinvolgenti, con delle bellissime trasferte, delle grandi faticate e tanti cari amici
Ma adesso sono ritornato in pianta stabile nel settore elettrico/informatico

Volevo parlare liberamente (Non essendo più nel settore posso ormai dire tutto quello che penso !) dell' Organo Italiano
Sia dello strumento, che dell'omonimo famosissimo libro di Corrado Moretti che è praticamente "la Bibbia" dell'Organo Italiano
Ogni persona del settore lo ha sicuramente letto, alzi la mano chi non lo ha fatto ...
Don Moretti nel suo volume tesse delle incredibili ma incoerenti lodi all'Organo Italiano
Prima decanta le qualità del principale italiano, del ripieno classico a file separate, della bassa pressione del vento e poi spertica di lodi il sommo Carlo Vegezzi Bossi che è stato il padre dell'organo tardo romantico moderno con pressioni elevate e ripieno a file unite
(Oltre che il mio organaro preferito insieme a George William Trice, anzi "Giorgio Guglielmo Trice" visto che il libro italianizza tutto, anche i nomi delle persone, come quando si parla di re e di nobili stranieri)

Penso che gli italiani, come in mille altri settori, sono stati dei pionieri, ma alla lunga si sono persi per strada
Nel 500 gli Antegnati, Facchetti e C. erano all'avanguardia
Poi ci siamo chiusi a riccio e fossilizzati, abbiamo continuato a intestardirci ottusamente con la tastiera unica, la pedaliera monca, i registri spezzati, le basse pressioni del vento e le interminabili file di ripieno
La colpa sicuramente non è solo degli organari, il progettista prepara il mezzo sulle indicazioni del pilota
E i "piloti" organisti sette/ottocenteschi dovevano essere di vedute molto corte
Malgrado l'ottocento in Italia sia stato dominato dal melodramma e gli altri generi musicali siano passati in secondo piano, se pensiamo che il nostro maggior organista ottocentesco è stato il buon Padre Davide da Bergamo dobbiamo farci qualche domanda

Come se non bastasse, negli anni 70 del secolo scorso c'è stato stato un ritorno all'Organo "Ottuso" Italiano, con bassissime pressioni, intonazioni "smunte" e ancie che suonano come dei citofoni (Non dovevano "insidiare" il predominio del Ripieno)
Fortunatamente pare che le nuove generazioni apprezzino di nuovo l'organaria tardo romantica e rivalutino gli organi Balbiani Vegezzi Bossi (Considerati in quel periodo come il diavolo in persona)
Se l'organo avrà ancora un futuro, non ci dovrebbero più essere le degenerazioni "Filologico/Talebane" degli ultimi decenni
Anche i principali propugnatori di quel tipo di organi sono ormai volati nelle celesti cantorie

Abbiamo cercato a tutti i costi una nostra identità che è incompatibile con un repertorio che non addormenti il pubblico dopo un quarto d'ora di concerto
L'organo classico francese risale ai Cliquot, a Dom Bedos e in seconda battuta ad Aristide Cavaillè-Coll, quello tedesco ai Silbermann e ai Schnitger
Quello classico italiano risale agli Antegnati e in seconda battuta a Callido e ai Serassi
Se con gli strumenti classici d'oltralpe ci suoni un repertorio vastissimo, con quelli classici italiani il cerchio si restringe molto

A proposito dei mitici Balbiani: quando i "Filologi/Talebani" hanno preso il potere nel mondo dell'organo, hanno salutato tutti chiudendo in bellezza, oramai i soldi li avevano fatti
Come si rifiutarono di costruire nel 1938 l'organo del duomo di Milano in collaborazione con Mascioni e Tamburini, si sono rifiutati 30 anni dopo di costruire organi "snaturati"
Grandi !

Ma alla fine del discorso, qual'è questo benedetto "Organo Italiano" da prendere come esempio per le nuove costruzioni se mai ce ne saranno ancora ?
Per me è il Carlo Vegezzi Bossi 1902 della cattedrale di Aosta o il Balbiani/Trice 1928 della chiesa dell'Immacolata di Genova
Post Serassi e Pre Concilio ...
E per voi ? Mail 1

P.S. Nell'organaria sono favorevole al "Meticciamento" .....

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